martedì, 19 Novembre 2013

Le ortensie del tè dolce

Cari amici, Roberto Taddei ci farà una gradita sorpresa durante la sua conferenza sulle ortensie di mercoledì 20 novembre 2013. Ha infatti avuto la bellissima idea di farci assaggiare il tè fatto con le foglie di particolari tipi di ortensie, e la nostra sala riunioni per una volta si trasformerà in sala da tè.

Di seguito alcune note sulla tradizione delle ortensie del tè dolce.

LE ORTENSIE DEL TÈ DOLCE

Una delle feste nazionali in Giappone è Hana Matsuri, la festa dei fiori che cade ogni anno l’8 di aprile e con la quale si celebra la nascita del Buddha.

Secondo la leggenda Buddha nasce nel giardino di Lumini, nell’estremo sud dell’odierno Nepal. Appena nato, Buddha fa sette passi, indica in alto ed in basso e dice: “Sono solo in cielo e sulla terra”. Poi nove draghi discendono dal cielo e lo battezzano con acqua pura.

In questo giorno ogni tempio buddista prepara una Hanamido (sala dei fiori) sul terreno intorno al tempio, piena di fiori di ogni colore al centro della quale viene posta una statua del Buddha alla nascita.

La cerimonia si basa su un rito chiamato Kambutsu-è, durante il quale la statua viene lavata con tè dolce (amacha) ottenuto da foglie di particolari tipi di ortensie: la miniatura del Buddha, in bronzo, viene piazzata al centro di un fiore di loto ed ogni persona versa un po’ di questo infuso sulla statua per tre volte con un cucchiaio di bambù. Il tè dolce rappresenta l’acqua pura
versata sulla testa del Buddha dai draghi.

L’infuso viene fatto con foglie seccate di particolari hydrangee, le cui foglie sono ricche di una sostanza naturale edulcorante che dà all’infuso il caratteristico sapore dolciastro tanto da essere usate come dolcificante prima dell’introduzione dello zucchero. Gli addetti al tempio preparano litri di questo tè e lo distribuiscono ai visitatori che lo portano a casa per berlo insieme alle loro famiglie. Nel passato la gente pensava che questo tè avesse poteri magici: usavano l’amacha come inchiostro per scrivere delle formule magiche che poi venivano appese al portone di casa per tenere lontani serpenti ed altri insetti ed animali sgradevoli.

Le varietà di ortensie del gruppo amacha sono più di dieci e sono tutte ascrivibili alla specie Hydrangea serrata, conosciute in Giappone col nome yama ajisai (ortensie di montagna); la maggior parte di esse ha foglie strette con superficie opaca e portano infiorescenze di tipo lacecap, bianche, rosa o blu. Sono più o meno tutte localizzate sulle montagne del centro e nord del Giappone. Il tè più dolce si ottiene dalle foglie di Hydrangea serrata var. thunbergii, che cresce nel centro dell’isola di Honshu.

Questa pianta, che viene elencata nella Farmacopea Giapponese XV, è usata comunemente come dolcificante naturale da chi soffre di diabete.

Recenti ricerche hanno provato anche una certa azione di contrasto al diabete: il thunberginolo, la fillodulcina, l’ hydrangenolo, isocumarine responsabili dell’effetto dolcificante, sembra siano responsabili di un abbassamento del livello della glicemia e del contenuto di acidi grassi liberi nel sangue.

Altre varietà utilizzate sono:

  • ‘Koamacha’ (ortensia da tè piccola)
    Introdotta da von Siebold nella sua ‘Flora Japonica’, le foglie di questa pianta sono molto piccole ed i sepali rotondi e quasi rossi. Anche il peduncolo della foglia e gli steli hanno lo stesso colore rossiccio. Attualmente questa pianta non è più tanto usata, perché vengono preferite piante con foglie più grandi che garantiscono un raccolto più abbondante.
  • Amagi amacha (ortensia da tè Amagi)
    Questa pianta proviene dalla zona delle montagne Izu Amagi. Ha foglie lunghe e strette ed i fiori sono bianchi. Anche le foglie non seccate hanno un sapore dolce-amaro. Nel passato le foglie venivano usate anche per preparare una specie di farinata chiamata Amacha gayu.
  • Odoriko amacha (ortensia da tè ballerina)
    Ottenuta da un seme di ‘Amagi amacha’, porta infiorescenze lacecap formate da grandi fiori sterili bianchi con fiori fertili colorati. Talvolta appaiono foglie lanceolate come quelle di ‘Amagi amacha’. Cespuglio di buon vigore, fiorisce più a lungo e più copiosamente delle altre ortense dello stesso gruppo. ‘Odoriko’ in giapponese vuol dire ‘ballerina’.
  • Yae no amacha (ortensia da tè a fiore doppio)
    Ortensia molto rara dal fiore doppio che proviene dalla regione di Nigata. Ha fiori azzurri o rosa a seconda della acidità del terreno e non presenta uniformità sui fiori.



Lascia un commento

Devi effettuare il Login per scrivere un commento.



Attenzione

Nuova sede per le riunioni

ORATORIO SAN FANCESCO, Contrada Garibaldi, 7

dove siamo